DEA II a Frosinone: Scalia replica alle accuse del centrodestra 0
D: Il Centro destra continua a sostenere che il DEA di II livello non sia stato previsto dalla vostra amministrazione regionale.
R: Cito testualmente il Piano Sanitario 2009/2011: “Nella ridefinizione della rete ospedaliera per acuti della ASL di Frosinone, è stato ritenuto opportuno programmare un adeguato potenziamento dell’Ospedale Umberto I, propedeutico al suo riconoscimento quale DEA di secondo livello dell’Area Sud” (pag. 209). Ed infatti il Decreto del Commissario n. 43 del 17.11.2008 aveva accordato alla nostra Provincia 167 posti letto per acuti in più, 50 dei quali –cito sempre testualmente- destinati “al P.O. Umberto I di Frosinone per l’attivazione del DEA II” (pag. 27).
D: Iannarilli però dice che il vostro Piano sanitario è stato bocciato dal Governo nazionale.
R: Come spesso gli accade, Iannarilli non conosce le cose di cui parla. Il Piano Sanitario 2009/2011 non è stato bocciato dal Governo ed è tuttora in vigore. E’ la Polverini che, con il nuovo Piano di assetto della rete ospedaliera (non quindi con un nuovo piano sanitario), ha cancellato i 167 posti letto previsti in più per la nostra provincia e ne ha disattivati 577 di quelli già esistenti. Ci ha poi accorpati ad una macroarea già dotata di DEA di II livello: l’Umberto I di Roma. E’ questo piano che è stato bocciato dal Governo nazionale, tant’è che la Polverini ne deve presentare un altro a settembre.
D: Quali iniziative assumerete per difendere il DEA a Frosinone?
R: Questa settimana trasformerò l’interrogazione che a giugno ho presentato alla Polverini sul tema, senza ricevere alcuna risposta, in una mozione, sulla quale chiederò il voto anche dei consiglieri di centro destra eletti in Provincia. E’ l’unico strumento che l’opposizione ha per impegnare il governo regionale. Se –come spero- i colleghi di centro destra faranno la loro parte, la mozione potrebbe essere approvata e, a quel punto, il problema sarebbe risolto.
D: Veniamo al PD. Entro il 31 ottobre eleggerete il nuovo segretario provinciale.
R: Sì. E lavoreremo perché sia espressione dell’unità del partito. Abbiamo bisogno di un PD forte ed unito per contrastare l’azione di smantellamento delle conquiste per il nostro territorio che sia il governo provinciale che quello regionale stanno sistematicamente ponendo in essere.
D: Il PD a livello nazionale è, però, in difficoltà.
R: Il nostro partito è accreditato dagli ultimi sondaggi dello stesso consenso di cui gode oggi il PDL (il 29%); competiamo, cioè, per essere il primo partito del Paese. Certo, siamo nel mezzo di un cammino difficile: la costruzione di un partito che esprima una nuova sintesi delle istanze riformatrici presenti nella nostra storia, sia a matrice cattolico-democratica che socialista e liberale. Se verrà mantenuto lo spirito originario, se non prevarrà la tentazione di un ritorno al passato, il PD rappresenterà nei prossimi anni il perno dell’alternativa all’attuale governo delle destre. Dico di più, favorirà anche l’evoluzione del quadro politico e l’affermarsi di una destra moderna e liberale con la quale competere per il governo del Paese.
D: Veniamo a te. Sei stato eletto Presidente della Commissione di Vigilanza sul Pluralismo dell’Informazione…
R: Sì. Un riconoscimento che mi ha onorato. Si tratta dell’unica presidenza che per statuto spetta all’opposizione ed il gruppo del PD ha inteso fare il mio nome. Il pluralismo dell’informazione è una condizione essenziale per il sostanziarsi di una vera democrazia. Mi impegnerò per garantirlo. Voglio però anche colmare una lacuna: l’ordinamento delle comunicazioni è materia che la Costituzione assegna alla competenza legislativa delle regioni. E’ materia di importanza e delicatezza straordinarie. Eppure, nessuna regione, ad oggi, ha esercitato quella competenza.
TEMPOREALE
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